14.10.2026

Il mito dei costruttori al chiaro di luna: chi ha costruito l’Arena di Pola?

L’Arena di Pola fu costruita dai Romani: sotto l’imperatore Augusto venne inizialmente realizzato un anfiteatro in legno, che durante il regno dell’imperatore Claudio fu sostituito da una struttura in pietra. Sotto l’imperatore Vespasiano, nel 79 d.C., l’anfiteatro fu notevolmente ampliato e venne completato sotto l’imperatore Tito nell’81 d.C. L’Arena poteva ospitare circa 23.000 spettatori ed è oggi l’unico anfiteatro romano al mondo ad aver conservato integralmente tutte e quattro le torri laterali. Secondo la leggenda locale, tuttavia, fu costruita dalle fate in una sola notte. Il monumento più famoso di Pola è dunque opera degli ingegneri romani o delle fate che lavorarono al chiaro di luna?

L’Arena di Pola in breve

  
Posizione Flavijevska ulica, 52100 Pola, Croazia
Costruzione Anfiteatro in legno sotto l’imperatore Augusto; anfiteatro in pietra sotto l’imperatore Claudio; ampliato sotto l’imperatore Vespasiano nel 79 d.C. e completato sotto l’imperatore Tito nell’81 d.C.
Capienza Circa 23.000 spettatori in epoca romana; oggi circa 5.000 visitatori durante gli eventi
Altezza Fino a circa 32,5 m sul lato rivolto verso il mare
Materiale Calcare istriano locale
Punti di interesse Quattro torri laterali conservate, ambienti sotterranei, concerti e Festival del cinema di Pola
Durata consigliata della visita Circa 1-2 ore
Informazioni ufficiali Museo archeologico dell’Istria

Le fate che costruirono l’Arena di Pola in una sola notte

Secondo una leggenda popolare istriana, l’Arena non fu costruita da mani umane. Si narra che, molto tempo fa, le fate abitassero i boschi, le colline e i prati nascosti dell’Istria. Apparivano di notte, danzavano al chiaro di luna e talvolta portavano fortuna a chi aveva la possibilità di incontrarle. Si credeva inoltre che fossero abilissime costruttrici.

Una notte, le fate decisero di costruire una magnifica città di pietra in riva al mare. Trasportarono enormi blocchi di pietra dal monte Učka attraverso l’Istria e li disposero formando le mura circolari dell’Arena. Lavorarono nell’oscurità per completare l’opera prima dell’alba.

A un certo punto, un gallo iniziò a cantare. Con l’avvicinarsi del giorno, le fate fuggirono prima che qualcuno potesse scoprirle. Secondo la leggenda, le pietre che lasciarono cadere lungo il cammino si dispersero nel paesaggio tra il monte Učka e Pola. L’Arena rimase senza tetto e le fate non tornarono mai più.

Questa storia magica aggiunge un ulteriore fascino a un monumento già ricco di storia. Durante la visita a Pola, prestate attenzione anche ai racconti e alle tradizioni che rendono così speciale il patrimonio culturale istriano.

Perché l’Arena veniva chiamata Divić-grad?

Secondo la tradizione locale, l’Arena era conosciuta come Divić-grad, un nome generalmente interpretato come «città delle meraviglie». L’antica parola slava divić indica qualcosa di miracoloso o sorprendente e riflette lo stupore suscitato da una costruzione così imponente in chi non ne conosceva le origini.

In realtà, l’Arena non aveva un tetto permanente in pietra. Gli spettatori erano invece protetti dal sole da una grande copertura mobile in tessuto, chiamata velarium, sostenuta da pali di legno e da una rete di corde. Questa soluzione ingegnosa dimostra quanto fosse avanzata l’architettura romana, quasi quanto la leggenda locale.

L’Arena di Pola fu costruita per amore?

Un’altra storia conosciuta collega l’Arena all’imperatore Vespasiano e alla sua compagna di lunga data Antonia Cenide. Secondo la leggenda, Cenide possedeva terreni nei dintorni di Pola e Vespasiano fece ampliare l’anfiteatro affinché la città potesse vantare un’Arena degna di quella che stava facendo costruire a Roma.

Vespasiano e Cenide furono effettivamente legati da una lunga relazione e Cenide divenne una figura influente alla corte imperiale. Tuttavia, non esistono prove convincenti che la colleghino a Pola o che confermino che l’Arena sia stata costruita come dichiarazione d’amore. Questa storia rimane una parte interessante della tradizione cittadina, ma non costituisce un fatto storico accertato.

L’Arena di Pola è il Colosseo?

A volte i visitatori chiamano questo monumento «il Colosseo di Pola», ma il suo nome corretto è Anfiteatro di Pola, oppure semplicemente Arena. Il nome Colosseo si riferisce all’Anfiteatro Flavio di Roma.

La parola arena deriva dal latino harena, che significa «sabbia». La sabbia ricopriva lo spazio centrale dell’anfiteatro e assorbiva il sangue durante i combattimenti dei gladiatori e le cacce agli animali.

La storia dell’Arena di Pola iniziò prima della costruzione del monumentale edificio in pietra. In questo luogo sorgeva un anfiteatro in legno, realizzato durante il regno dell’imperatore Augusto e sostituito da una struttura in pietra sotto l’imperatore Claudio. L’attuale Arena monumentale fu ampliata sotto Vespasiano nel 79 d.C. e completata sotto Tito nell’81 d.C. La sua fase monumentale risale quindi, approssimativamente, allo stesso periodo del Colosseo di Roma.

Costruito con calcare istriano locale, l’anfiteatro sorgeva appena fuori dalla colonia romana di Pola. Poteva ospitare circa 23.000 spettatori. La sua posizione sul mare Adriatico lo rende particolarmente suggestivo: attraverso gli archi si possono ancora ammirare il porto e il mare, creando uno scenario indimenticabile per chi visita la città.

Che cosa rende speciale l’Arena di Pola?

La parete esterna dell’Arena è eccezionalmente ben conservata e raggiunge circa 32,5 metri di altezza sul lato rivolto verso il mare. Tra gli elementi architettonici più caratteristici spiccano le quattro torri laterali conservate. Al loro interno si trovavano le scale che conducevano ai livelli superiori delle gradinate, oltre a cisterne. Secondo alcune interpretazioni, queste cisterne potrebbero aver alimentato fontane o sistemi per diffondere acqua profumata tra gli spettatori.

Nel corso dei secoli, il monumento è sopravvissuto alla caduta dell’Impero romano, alla rimozione di alcuni blocchi di pietra e persino a una proposta del XVI secolo di smontarlo e ricostruirlo a Venezia. Si racconta che nel 1789 alcune pietre dell’Arena siano state utilizzate per le fondamenta del campanile della cattedrale di Pola.

Ancora oggi, l’Arena domina il panorama urbano di Pola. Il suo ottimo stato di conservazione, gli archi monumentali e la posizione sul mare la rendono una tappa imperdibile per chi desidera conoscere la storia dell’Istria.

Perché visitare l’Arena di Pola durante una vacanza in campeggio in Istria?

Visitare l’Arena è un modo semplice per arricchire una vacanza al mare con un’esperienza culturale e storica. Passeggiate intorno alle imponenti mura, ammirate gli archi e le torri in pietra ed esplorate gli ambienti sotterranei quando sono aperti al pubblico.

Ancora oggi, l’Arena è un vivace centro culturale. Concerti, spettacoli e il Festival del cinema di Pola animano l’antico monumento e offrono un modo speciale per scoprirne l’atmosfera unica.

Anche i dintorni meritano una visita. Passeggiate nel centro storico di Pola, visitate il Tempio di Augusto e l’Arco dei Sergi oppure tornate verso la costa per fare un bagno nell’Adriatico. Pola unisce il patrimonio romano, i paesaggi mediterranei e le attività all’aria aperta, risultando una destinazione interessante in diversi periodi dell’anno.

Soggiornare sul mare Adriatico al campeggio Arena Stoja

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Domande frequenti

Chi ha costruito l’Arena di Pola?

L’Arena fu costruita dai Romani in diverse fasi. Durante il regno dell’imperatore Augusto, in questo luogo sorgeva un anfiteatro in legno, sostituito da una struttura in pietra sotto l’imperatore Claudio. L’edificio monumentale fu ampliato sotto Vespasiano nel 79 d.C. e completato sotto Tito nell’81 d.C. Secondo la leggenda locale, furono le fate a costruirlo in una sola notte.

L’Arena di Pola è più antica del Colosseo?

Le sue prime fasi di costruzione sono più antiche del Colosseo di Roma. L’Arena monumentale in pietra, tuttavia, risale approssimativamente allo stesso periodo.

Quante persone poteva ospitare l’Arena di Pola?

In epoca romana poteva ospitare circa 23.000 spettatori. Oggi la capienza durante gli eventi è di circa 5.000 visitatori.

Quanto è alta l’Arena di Pola?

Sul lato rivolto verso il mare, l’Arena raggiunge un’altezza di circa 32,5 metri.

Perché l’Arena di Pola viene chiamata Divić-grad?

Secondo la tradizione locale, il nome Divić-grad significa «città delle meraviglie» e riflette lo stupore suscitato dalle dimensioni imponenti del monumento.

L’Arena di Pola viene chiamata anche Colosseo?

Talvolta viene chiamata informalmente «il Colosseo di Pola», ma il nome corretto è Anfiteatro di Pola o Arena. Il Colosseo è l’Anfiteatro Flavio di Roma.

È possibile visitare gli ambienti sotterranei?

Sì, gli ambienti sotterranei possono essere visitati quando sono aperti al pubblico. Prima della visita, verificate le informazioni aggiornate per i visitatori.

Quali eventi si svolgono nell’Arena di Pola?

L’Arena ospita concerti, spettacoli dal vivo e il Festival del cinema di Pola. È quindi un importante spazio culturale oltre che un monumento storico.

È facile visitare l’Arena di Pola dal campeggio Arena Stoja?

Sì. Il campeggio Arena Stoja si trova a circa 3 km dal centro storico di Pola. È possibile raggiungere la città anche con i mezzi pubblici; consigliamo di verificare le linee degli autobus e gli orari aggiornati prima della partenza.